Brno = Una gara micidiale, incredibile, da ricordare o da dimenticare, a seconda dei casi. Che dire? Stravince Rossi che allunga nel mondiale (+ 50 su Stoner) mentre Capirossi sul terzo gradino del podio festeggia il suo record di presenza nel mondiale con 276 partenze e 99 podi.
Il buon Nakano entusiasma con una rimonta vecchio stile, e il sempre latitante Anthony West oggi arriva quinto (magari perché molto vicino all'aria di casa?). Dovizioso, rischiando moltissimo chiude in nona piazza come il miglior pilota (nettamente migliore) gommato Michelin. Le Honda HRC ancora una volta non sono esistite...
La gara più pazza dell'anno conferma che la MotoGP sta diventando uno sport strano, soprattutto pensando ai distacchi rifilati da Rossi ed al fatto che il terzo nel mondiale, Pedrosa chiude questa gara con un minuto e 37 secondi dal primo.
Ma partendo dalla cronaca, pronti via e Stoner spinge come un pazzo e se ne va (complice anche John Hopkins che si piazza alla brutta davanti a Valentino). Rossi capisce che non si può perdere un attimo, ma l'indemoniato Hopkins con la Kawasaki gli fa invece perdere un secondo "pesante". E la gara prende una fisionomia che sembra la replica di Laguna Sega, ossia Stoner che dovrebbe andarsene e fare l'andatura, parrebbe imprendibile e Rossi che invece tira a vita persa e potrebbe stagli dietro. Di fatto Rossi come un matto marca Stoner che parrebbe amministrare un minimo vantaggio. O almeno sembrerebbe così: un momento in cui i 2 tirano ma vivono un passaggio interlocutorio dove Rossi rosicchia qualcosina al campione del mondo che non sembra al 100%. E tra la pressione esplosa a Laguna Seca e la pressione che Rossi scarica ancora nell'inseguimento a Stoner, Casey al settimo giro si sdraia e una volta a terra (causa tipica scivolata) ci si accorge che questa caduta è la prima nella sua storia Ducati. In pratica è la prima volta che Stoner chiude con un ritiro per colpa di un suo errore... Il problema è che è la seconda volta che fa un errore grave nelle ultime due gare. E in uno sport in cui vanno forte solo in due (lui ed un certo Valentino Rossi), si spegne la luce e la gara è belle che finita. Ducati di Stoner rotta, Rossi va in solitaria fino al traguardo, attentissimo, senza il minimo errore o sbavatura, con la concentrazione che gli arriva dalla vittoria americana, la vera brutale svolta sia di punteggio che psicologica, della stagione.
Dietro Vale si scatena una guerra tra Vermeulen, Capirossi, Hopkins, Elias, West e Dovizioso, ma i distacchi, a meno di dieci giri dal via, sono già nell'ordine di una dozzina di secondi! Troppi, in tutti i sensi.
E i gommati Michelin? Semplicemente non esistono: al box di Pedrosa pare addirittura si preparino al cambio di gomma anteriore mentre Dovizioso (eroico ancora una volta) si danna l'anima per cercare di tenere botta con la moto gommata francese... ma perde tutti i duelli. Al fondo Hayden, Toseland e Edwards semplicemente arrancano.
Tutti tifano per Elias che viene fuori a mille ed a Capirossi; tutti battono le mani a Nakano che fa il rimontone fino al 4o posto, ma lo spettacolo non esiste più per il primo gradino del podio. Colpisce comunque la tranquillità di Stoner dopo la scivolata, rimontato in moto capisce che il mezzo è rotto e con quieta consapevolezza appoggia la Ducati sfregiata ad un guard-rail... Grande serenità, ma in parecchi (forse compreso lo stesso Casey) hanno intuito che il mondiale potrebbe essere quasi chiuso: 50 punti in sei gare da rimontare su un certo Rossi sono davvero tanti.
Per il resto ci si gode il terzo podio di fila della Suzuki, che diventa Costruttore emergente, la temporanea resurrezione di West e della Kawasaki, la seconda metà di gara di Melandri (settimo e aggressivo finalmente), la Ducati che convince con Elias (per una volta la Ducati è veloce non solo nelle mani di Stoner)…
Ma ho nella testa un pensiero: col senno di poi son tutti bravi a fare i conti ma se Rossi non si fosse impuntato nel pretendere le Bridgestone a fine 2007 ora saremmo a piangere (credo) come Pedrosa... Ed invece il nostro ha il mondiale in tasca e la guerra delle gomme è arrivata al suo epilogo: la Michelin è morta dopo essersi arresa completamente.
Comunque andando ad ascoltare le brevi frasi dei piloti la vittoria di Rossi ha sicuramente radici americane:
"La vittoria di Laguna Seca" dice Valentino "ha fatto molto per il mio morale e quello della squadra che ha lavorato benissimo, soprattutto il vecchio Jeremy (Burgess) che dopo il warm up ha fatto un paio di modifiche che hanno messo a posto perfettamente la moto".
Ricordiamoci poi sempre che Valentino per ogni pista non ha mai i riferimenti Bridgestone e ogni circuito è un nuovo setting da trovare in tempo zero... Stoner invece arriva in pista e gira già come un indemoniato dal venerdì mattina presto... Ma oggi Stoner non era imprendibile? "Credo sinceramente che lo avrei preso" dice Rossi" perché avevo la moto apostissimo e mi sentivo molto bene... L'avrei preso e sarebbe stato un bellissimo duello".
Certo che quando all'inizio Valentino s'e' trovato Hopkins a far da tappo e far perdere tempo, non deve essere stato facile mantenere la calma in quei momenti. "Quando ho visto John davanti e Stoner che allungava dopo la partenza ho capito che dovevo passare la Kawasaki più velocemente possibile, anche se ripeto che non credo che Stoner se ne sarebbe andato".
Mondiale già quasi in tasca, ma non lo dice Rossi che lascia la parola a Capirossi: "Adesso per Vale è dura perderlo questo titolo", Mentre Stoner ammette: "Io non mollo mai... Ma non sarà facile".
Insomma, il titolo non è assegnato, ma una bella fetta del titolo è già nel piatto del nostro numero 46.
In tanti hanno poi (ovviamente) chiesto a Stoner e a Livio Suppo (responsabile progetto MotoGP della Ducati) se per caso Casey abbia sofferto la pressione di Rossi e se questa lo abbia fatto sbagliare. Nessuna risposta affermativa (naturalmente per rifarsi a quell'atteggiamento da regime dove i piloti della Rossa non sono autorizzati a dire nulla "fuori dalle righe". Ma un certo Mick Doohan, uomo dai capelli bianchi ormai e 5 volte campione del mondo (con la squadra capitanata dallo stesso uomo che oggi è con Rossi), ebbene Doohan, australiano a Brno come commentatore della TV australiana ha detto subito ed a caldo: "E' stata di certo la pressione a far sbagliare Stoner". E poi si pensi solo che l'altranno, di avversari veri, capaci di mettere le ruote davanti a Stoner (come ha fatto Rossi a Laguna Seca), non ce ne sono mai stati. L'altranno Stoner partiva tirando e staccava tutti. Pace, fine della gara, grazie e arrivederci... Quest'anno una certa Yamaha, con un certo Signor Rossi alla guida hanno rifatto i conti e rifatto il trucco al mezzo e Stoner non ha fatto bene i conti...
Per accennare alla Waterloo della Michelin, il Miglior pilota Michelin alla fine, è (come si diceva) l'eroico Andrea Dovizioso, autore di una gara coraggiosa (bastava guardare come sbandava la moto), gara finita (tra molti rischi) al nono posto: "Il mio obiettivo per la gara era di essere il primo pilota gommato Michelin, ed è quello che ho raggiunto, ma eravamo troppo in difficoltà per fare meglio. Sono partito carico e motivato per dare il massimo e sfruttare a fondo il materiale a nostra disposizione, ma oggi non posso essere soddisfatto del risultato. Ho avuto difficoltà di appoggio sulla gomma anteriore e sono stato costretto a modificare il mio stile di guida, senza sfruttare la velocità in percorrenza di curva. Dovevo frenare forte, e percorrere una traiettoria spezzata. Su questo circuito che ha lunghe curve, in cui si rimane molto piegati, queste difficoltà mi hanno ulteriormente penalizzato". In ogni caso, detto senza tanti giri di parole, Andrea ha rischiato molto…
Per capire come vanno le Michelin andiamo da Pedrosa sulla Honda ufficiale che è arrivato la bellezza di 15esimo ad una vita di distacco da Rossi: "Questo week end è stato un disastro completo e la gara di oggi è stata forse la peggiore della mia carriera. Non ero in condizioni di controllare la moto… Non posso aggiungere altro!".
S'e' capito chi ha perso oggi, no? Una marca di gomme francese…
Ora per ravvivare un po' il periodo da dialoghi da ombrellone, "radio paddock" ulula agli altoparlanti che Nicky Hayden (attualmente pilota HRC e campione del mondo nel 2006) oramai è in Ducati per il 2009, Melandri torna nel team Gresini (che già una volta lo aveva preso "a pezzi" e riportato a vincere), Capirossi è confermato in casa Suzuki, mentre Vermeulen è sulla rampa di lancio per la Ducati ma in Superbike (ma lui nega). De Angelis interessa a entrambe le parti dell'attuale team JiR (che s'e' spaccato per politiche e beghe interne) per guidare una Honda la prossima stagione. Benn Spies (l'americano spalleggiato da Schwantz che ha corso con la Suzuki un paio di GP) probabilmente resta in America visto che chiede cifre folli (e dimostra di non avere sensibilità sulla realtà del mondiale). Perché sì, in MotoGP c'è molta apparenza, ma i soldi mancano sempre all'appello. E qui ci si può tranquilla mentre collegare ad un meeting che ha destato non poche preoccupazioni, avvenuto tra il "grande organizzatore" (ossia il patron della Dorna, Mr. Carmelo Ezpeleta da Barcellona) leader della MotoGP e tutti i piloti della classe regina. A mio avviso ci si sta accorgendo che la MotoGP formula 800 cc è un aborto di classe, nata male e cresciuta peggio.
E' stata voluta dagli ingegneri (soprattutto quelli della Honda) e (ovviamente) dalla Dorna per limitare le prestazioni della 1000 e si è dimostrata subito un paradosso: la 800 e' velocissima, potenzialmente molto pericolosa (per le velocità in curva), costosissima e capace di creare mostri e affondare certezze. Diciamolo pure: non è piaciuta a nessuno, Ducati a parte, che l'ha interpretata meglio degli altri. E poi le gomme, sempre più padrone assolute del campo. In un colpo solo la Dorna e gli ingegneri hanno ottenuto il contrario di ciò che cercavano... Quindi, ecco che esce una riunione tra Carmelo Espleta e i piloti (tutti insieme!), sabato sera, con un tema molto impegnativo: che fare? E si noti che Ezpeleta pare abbia questa abitudine ad usare i piloti al fine di capire cosa questi vogliono. Non e' una cattiva idea posto che gli ingegneri della moto hanno già partorito aborti. Naturalmente c'e' sempre la sicurezza sullo sfondo, ma ecco venir fuori una proposta per il monogomma, necessario perché non si può vedere un week come questo di Brno (iniziato con i piloti che usano Michelin di colpo diventati impresentabili brocchi che girano ad un secondo e mezzo dai piloti Bridgestone). Si chiede il ritorno alla mille (e sarebbe bello!), l'abolizione dei sensori anti impennata, del ride by wire, addirittura un aumento di peso per ridurre le prestazioni. Per ora se ne parla, e appare ridicolo che (per ora) la federazione internazionale sia un'ombra (quando dovrebbe essere lei a promuovere modifiche), per ora è cosa tra piloti e organizzazione. Va bene che Ezpeleta di rende conto che la MotoGP così com'e' non piace molto neppure alla TV e la parolina magica (audience) smuove le montagne e quindi il buon Carmelo (dall'orecchio sensibile ai soldi che porta la TV) si sta muovendo in cerca di rimedi. Ascoltare i piloti non può essere sbagliato: poi toccherà agli ingegneri (gli stessi citrulli che hanno sbagliato a creare la 800), gli stessi che hanno trasformato le moto in qualcosa di molto diverso da quello che erano poco tempo fa, ebbene poi toccherà agli ingegneri e vedremo se partoriranno ulteriori aborti. Inutile dire che quegli stessi ingeneri sono già stati bocciati dai piloti. E poi si riparla di monogomma, e anche qui si noti che Ezpeleta ha sempre detto che in un mondiale di prototipi ci devono essere più gommisti... peccato che la realtà parla di un Pedrosa (in teoria in lizza per il Mondiale fino a 4 gare fa e pilota HRC sostenutissimo da sponsor e dalla Honda) che sogna già le Bridgestone così come fanno tutti gli altri gommati alla francese che lo seguono a ruota. Flammini e la Superbike avevano visto giusto già da anni, si va verso un monogomma di fatto? Vedremo, di sicuro Ezpeleta e' ad un momento vitale per la sua creatura (la MotoGP) e non si può permettere altri errori, ha già nel mirini di affossare la 125 e la 250 (che dovrebbero sparire nel giro di 2 anni) ha già creato un paddock separato per la MotoGP creando un vuoto mondo artificiale solo per gli sponsor munifici e ora si accorge di aver creato una classe aborto, pericolosissima, velocissima e del tutto legata a quel gommista che performa meglio degli altri... Come dire, caro Ezpeleta, che fino al 2006 e' sempre andato tutto bene e poi ne hai combinata una dietro l'altra... Staremo a vedere... Per ora comunque sorridiamo guardando le classifiche che dicono: (sotto alle quali metto le pagelle)
Classifica Piloti
1. ROSSI Valentino ITA 237
2. STONER Casey AUS 187
3. PEDROSA Dani SPA 172
4. LORENZO Jorge SPA 120
5. DOVIZIOSO Andrea ITA 110
6. EDWARDS Colin USA 102
7. VERMEULEN Chris AUS 99
8. HAYDEN Nicky USA 84
9. NAKANO Shinya JPN 83
10. CAPIROSSI Loris ITA 77
11. TOSELAND James GBR 75
12. ELIAS Toni SPA 66
13. DE ANGELIS Alex RSM 49
14. GUINTOLI Sylvain FRA 42
15. MELANDRI Marco ITA 41
16. DE PUNIET Randy FRA 40
17. HOPKINS John USA 37
18. WEST Anthony AUS 33
19. SPIES Ben USA 10
20. HACKING Jamie USA 5
21. OKADA Tadayuki JPN 2
Classifica Costruttori
1 YAMAHA 266
2 DUCATI 212
3 HONDA 210
4 SUZUKI 128
5 KAWASAKI 63
Classifica Team
1 FIAT YAMAHA TEAM 357
2 REPSOL HONDA TEAM 256
3 DUCATI MARLBORO TEAM 228
4 RIZLA SUZUKI MOTOGP 178
5 TECH 3 YAMAHA 177
6 SAN CARLO HONDA GRESI 132
7 JIR TEAM SCOT MOTOGP 110
8 ALICE TEAM 108
9 KAWASAKI RACING TEAM 75
10 LCR HONDA MOTOGP 40
Pagelle
Rossi 9 – Cosa succede? Stoner se ne va al via e Hopkins gli fa perdere tempo? Nessun problema: sangue freddo (freddissimo) testa bassa e via all'inseguimento con la manetta spalancata e la moto al limite (ma non oltre!). A Brno Valentino faceva paura, anche con la sua ombra, troppo determinato e cattivo... Forse e' quella pressione lì che ha sentito Stoner, dal viso inmutabile. Un'immagine su tutte: sulla linea di partenza, Valentino giocava e scherzava con la TV e la ragazza ombrello, Stoner non sorrideva, casco e visiera calata se ne stava lontano da tutto e tutti... Mondiale quasi in tasca per il nostro numero 46 ed un'altra sfida vinta (contro chi? Ducati, Michelin, i suoi detrattori che lo davano già per finito?).
Stoner 5 – Un errore lo fan tutti, sbaglia anche il prete sull'altare, ma questo sbaglio pesa come un macigno e arriva sull'onda dello sbaglio di Laguna Seca quando la situazione e' stata salvata per il rotto della cuffia. L'onda lunga di Laguna Seca si è fatta sentire e qui Stoner non e' riuscito a far ri-correre la moto e dunque s'e' dovuto fermare per la prima volta da quando corre in Ducati a causa di un suo errore (se il campione viene fuori nel match point...?!)...
Capirossi 8,5 – Sta meglio e si vede, adesso oltre al cuore c'è anche il braccio e un podio che fa capire a tutti che dopo 276 partenze e 99 podi, il vecchio Capirex è ancora tostissimo. Speriamo di vederlo a Misano fra 2 settimane di nuovo sul podio.
Elias 9 – Brutta bestia Elisa, quando e' in palla. Si accende la lampadina e il piccolo Toni torna gigante. Guida meravigliosamente e non sbaglia nulla. Merita di restare in questa Moto GP.
Nakano 7 – Date una Honda ufficiale e un paio di Bridgestone a Shynia e scoprirete che andar forte non è difficile. E magari non solo per lui.
West 8,5 – Non si sa cosa abbia mangiato prima della gara, ma il disastro targato Kawasaki diventa un signor pilota. Misteri della pista (e l'aria di casa dietro l'angolo probabilmente ha fatto da condimento)…
Vermeulen 7 – Grintoso e determinato, fa una gara di buon livello a sportellate con la sua Suzuki, senza problemi e senza perder troppo tempo.
Melandri 6 – Finalmente a fine gara andava fortissimo, ma all'inizio remava di brutto e in classifica finale lo paga. Caso stranissimo di pilota che va a corrente alternata, su una moto "strana" e che non trova il bandolo della matassa.
De Angelis 6 – Moto lentissima, avvio disastroso ma anche giri fatti a buon passo. E poi arriva al traguardo, senza cadute. Per i tempi che corrono e' buon segno.
Dovizioso 7 – Unico pilota Michelin (e sottolineo UNICO) a fare una gara dignitosa e non certo per merito delle gomme: i suoi ultimi giri sono un miracolo di equilibrio.
I PILOTI MICHELIN non pervenuti – Secondo me Pedrosa, con una Honda 250, non sarebbe andato così piano? E Edwards può beccare un minuto e 22 secondi? Lasciamoli stare, per loro è stata durissima.
Bridgestone 10 – Il vero monogomma c'è già ed è made in Japan.
Michelin 2 – Sembrano una vecchia potenza coloniale che crede ancora di essere padrona del mondo e che invece raccoglie briciole di risultato e malumore a raffica. Il dramma è che non si vede la reazione e la Honda (tra HRC E privati) inizia a chiedere spiegazioni a gran voce perché in teoria non e' (la Honda) una aziendina timida e magari cercherebbe di vincere il mondiale.
Ducati 6 – Sul podio con Elias, ma non con gli ufficiali. Giornata storta dei piloti e del team Marlboro.
Yamaha 8 – Una moto sola in alta classifica, ma quella giusta. Titolo abbastanza vicino? E soprattutto prima nella classifica costruttori e per team.
Suzuki 7 – In crescita e da oggi si provano novità. Da tenere d'occhio.
Kawasaki 6 – Idem come per i cugini, non male e nei test vedremo novità ma ha da scontare un periodo di maggiore inefficienza.
Honda 4 – Hayden si fa male e non viene sostituito per una serie di comici disguidi che sono degli di un film di Toto'. La moto ufficiale a valvole meccaniche vola con Nakano mentre Pedrosa rischia di cadere a ogni curva. Insomma, molta confusione e Dovizioso che pensa alla Suzuki.
Simoncelli 6 – Tutto bene fino a due curve dalla fine. Ci sta, almeno riesce a prenderla con un sorriso dicendo che lo hanno impallinato come un Tordo (ma nella classifica mondiale guadagna 5 punti sul secondo inseguitore e quindi il bicchiere può esser mezzo pieno).
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