Assen - 100 di questi giorni: a Valentino Rossi

Assen, il circuito che i piloti definiscono il tempio del motociclismo, il più antico circuito in uso nel mondiale, che era un circuito difficilissimo e splendido ma dissennati lavori hanno trasformato in un circuito sempre complesso ma più accessibile e che presta il fianco ad alcune discutibili “uscite” di pista. Esordiamo dicendo quanto fondamentale: Valentino conquista la sua centesima vittoria in carriera - tutto il resto è coreografia. Vittoria numero cento per una leggenda del motociclismo e non è un caso che arrivi su una pista sacra del motociclismo. Le cose bisogna farle per bene e Rossi lo ha fatto con una gara magari non spettacolare ma chiarissima, eccelsa anche nei dettagli, sin dalle prove. Lorenzo non ha mollato la Pole, sin dal sabato Stoner ci ha dato dentro di brutto per la pole, ma a tempo quasi scaduto Valentino ha piazzato la zampata del campione in Pole Position: era stufo di partire dalla seconda, terza, quarta piazza della griglia. Non solo, ma era la conseguenza di una Yamaha perfettamente a punto come il pesarese voleva. E così arriviamo alla domenica, il tempo tiene, di pioggia neanche l’ombra e pronti, via Pedrosa parte a razzo dal secondo posto, come al solito arriva primo alla prima curva ma Valentino va in testa quasi subito, perentorio al secondo passaggio e chiude la pratica. Si capisce subito una cosa: c'è solo uno che può combattere con Valentino ed è Jorge Lorenzo (e non Stoner come si poteva immaginare)... Lorenzo che però s’è impaperato alla partenza e così facendo cestina ogni speranza di vittoria. Ma è nuovamente Lorenzo l’unico al traguardo, ad arrivare con un distacco umano da Rossi: cinque secondi.
Dalle 2 Yamaha ufficiali in poi c'è il baratro o quasi. Stoner sale sul podio di nuovo fisicamente mal messo e subito dopo il traguardo deve chiudersi in bagno a vomitare. Casey non sta bene e non da qualche giorno ma da qualche settimana. È da Barcellona che soffre: può essere stress? L'australiano ha il pregio di essere un guerriero mai domo, di tenere la posizione a qualunque costo, per il mondiale... non si sa mai. Ma è anche vero che ripete sempre che per lui le moto sono un lavoro, che non vede l’ora di andare a pescare e di svegliarsi senza aerei da prendere. Brutta storia per una Ducati che dipende da lui (come sempre). Ma se la rossa di Borgo Panigale tiene botta, la giornata è drammatica invece per la Honda, con Pedrosa che prendeva parte alla gara menomato (come sempre fragile il fantino catalano) e Dovizioso che ha mancato l’occasione della stagione ed è finito pure lui a terra nelle battute iniziali. Pedrosa a terra è ormai un’abitudine, ma Andrea spiega con lo stesso scarso feeling tra ciclistica e gomme, il suo errore. Sarà: ma vedere in pista le Honda e le Yamaha fa capire che c'è una bella differenza: qualcuno ha sviluppato la Yamaha rendendola una moto da 4 arrivi nei primi sei posti (forse si chiama Valentino Rossi chi ha preso in mano le sorti della casa dei tre diapason da 5 anni?) mentre non può esser solo colpa delle gomme il fatto che la Honda sia così mal messa.
Di nuovo, da Assen, cos’altro? Vengono fuori i piloti della scuola SBK tipo un gagliardissimo Edwards quarto davanti a Vermeulen (pilota australiano ma di antiche origini olandesi) e al gruppo dei pazzi scatenati, quelli che hanno fatto bagarre tutta la gara e si sono giocati il sesto posto con duelli roventi, colpi dati con tutta la forza, rischi a mille e poco calcolo. Bravissimo Toseland (da sempre uno che non si tira indietro se c’è da darle di santa ragione) a regolare De Puniet (gran manico), Elias (che all'ultimo giro ha portato fuoripista Capirossi, portando a casa una meritata penalizzazione di 20 secondi), Hayden (forse sulla strada di qualche buon piazzamento) e Capirossi (sfortunato).
Subito dietro la coda del campionato con De Angelis, Melandri (incolpevole per sfortuna e moto non in via di sviluppo) Gibernau (ma chi gliel’ha fatto fare?), Canepa, Takahashi e Talmacsi (inguardabile).
Purtroppo manca all’appello un bravissimo Kallio, su cui immagino che la Ducati stia facendo dei calcoli in via ufficiale, caduto con la Ducati satellite forse a causa dell'allentamento di un semimanubrio (guarda caso stesso problema di Hayden), e fattosi male ad una mano proprio nel giro finale.
Ma la giornata ha solo un nome, Valentino Rossi, l'uomo che ha vinto 100 gare. Molto più di una leggenda, capace di oscurare tutti, come lo stesso Lorenzo ha poi ammesso a fine gara. Ma partiamo da Vale e dai suoi commenti:
"La mia moto va talmente bene da far paura" dice “ed ho tantissima gente che è qui e che è a casa, da ringraziare! Spero di vincerne un altro po’ di gare". Queste le prime frasi dette dall'uomo che ha vinto la bellezza di cento gare in carriera, che poi continua: "È davvero un momento emozionante che ricorderò spesso nella mia vita. Arrivare a quota cento è davvero dura e non pensavo di riuscirci, anche quando ero a settanta. Ho attraversato momenti difficili, ma adesso sono motivatissimo e mi diverto persino".
C'è chi non si accontenta e chiede a Rossi se non sarebbe stato più bello vincere con un duello corpo a corpo. Rossi la pensa diversamente: "Quando ho visto che dietro c'era un po’ di vuoto, ho provato ad andare via da solo e ce l’ho fatta. Non volevo un'altra gara come Barcellona, l'ho fatto anche per le persone che hanno problemi di cuore e rischiano con le emozioni forti. Ho pensato a mia nonna, soprattutto" ha buttato lì con un po’ di ironia.

Poco dopo, hanno chiesto a Lorenzo, davvero prodigo di complimenti per il rivale, perché avesse fatto scappare Rossi. Come se lo avesse fatto apposta... Lo spagnolo che è ragazzo intelligente, arguto e ha capito che il giorno era di Valentino, ha fatto una splendida uscita: "Si, ho chiuso il gas e l'ho lasciato andare... Anch'io voglio bene alla nonna di Rossi".

Furbo Lorenzo, che capisce che la supergiornata del rivale e quindi non tenta di ribattere. Del resto la sua gara è stata segnata dalla partenza: "L'eroe del giorno è Rossi, lui ha vinto 100 gran premi e anche oggi è stato molto bravo. È andato più forte di mezzo secondo rispetto alle prove. Io sono partito male e ho perso tempo, dopo ho provato ad avvicinarmi forzando, ma mi si è chiuso l'avantreno e ho capito che il secondo posto andava benissimo. Alla fine ero anche stanco, ma sono felice perché ho anche migliorato la guida nell'ultima parte della pista. Questo grazie allo studio dei video e anche ad una serie di passeggi in scooter che mi hanno chiarito la traiettoria giusta".

Intanto arrivano notizie da Stoner, alle prese con problemi fisici. Conati di vomito, crampi allo stomaco e una condizione non certo ottimale. Probabilmente c'è una matrice nervosa nel suo malessere, anche se può essere semplicistico, ma il sospetto e la vaga impressione è che il mondiale rischi di perdere, assieme a Pedrosa ormai fuori dai giochi, un altro protagonista di vertice, Casey Stoner che di fronte ha Laguna Seca, domenica: pista della quale ha pessimi ricordi.

Ed ora passiamo alle solite PAGELLE del GP:
Rossi 100 – Per non essere di manica larga... Quando un pilota vince cento gare iridate, battendo due o tre generazioni di piloti, va oltre il 10 e lode: se lo merita.
Lorenzo 8 – Era l'unico all'altezza di Valentino Rossi, ma sbaglia la partenza e regala 2 secondi a Vale: non un bell'affare se hai a che fare con il pesarese. In prova non ha mai guadagnato una supremazia da far pensare ad una gara quasi al passo con Valentino.
Stoner 7 – Porta a casa un altro podio lottando in condizioni a dir poco precarie. Dovrebbe pensare di più alla salute, è giovane e pare sotto un mare di pressione, ma in moto resta sempre molto molto efficace, anche se in queste condizioni non può lottare alla pari. Ottime le prove, dava l’impressione di essere il solo a poter stare con Valentino.
Edwards 8 – Si vede che ama Assen (da tanti anni ormai) più della sua famiglia e guida molto bene, senza errori e incertezze. Bravo a sfruttare la sua Yamaha M1 che va come un treno.
Vermeulen 7 - Qui lo amano per i bisnonni olandesi, ma non solo per questo visto che ha fatto gare belle qui, e s’è riconfermato come australiano (il secondo) che lotta come un leone.
Toseland 7 - Si risveglia in una bagarre che somiglia molto ad una gara di Superbike e quando c’è da menare fendenti non si tira indietro: nostalgia del vecchio mondo della SBK (dove potrebbe ritornare)?
De Puniet 7 – Il francese fa qualche errore, ma con la manetta non scherza mai su una Honda gestita benissimo.
Hayden 7 – Finalmente si vede un risveglio dal letargo, doma la belva rossa e conclude con qualche bel numero nonostante un semimanubrio allentato.
Capirossi 6 – Gara non esaltante, ma divertente. Peccato che Elias gli abbia rovinato il finale buttandolo fuori pista.
De Angelis 6 – A metà gara la gomma anteriore lo molla, ma nella prima parte fa vedere un buon progresso.
Melandri 6 – Ci prova, incassa qualche contatto proibito, ma quello che si nota è che la moto ha bisogno di un po’ di evoluzione perché Marco non può sperare sempre nella pioggia per arrivare al podio come in Francia. Ma in Kawasaki nessuno risponde.
Canepa 5 – Altra gara sofferta come per metà dei piloti Ducati. Attenzione perché c'è già chi parla di licenziamento…
Dovizioso 5 – Si impegna e ci prova in avvio, ma appena spinge un po’ va per terra e gli costa molto, costa una grande occasione persa anche agli occhi dei vertici Honda.
Pedrosa 4 – Non è colpa sua ma è insufficienza grave: corre in condizioni precarie, debilitato, si arrendo subito, ruzzola ancora nella ghiaia, tanto per cambiare.
Kallio 7 – Gran bella gara, con una Ducati che sembra sorridere ai piloti brutali dal polso violento. Brutto purtroppo il finale, con caduta (da capire perché? Ma si teme non per colpa sua) dolorosa: la manetta c'è (e scommetto che in Ducati se ne sono accorti eccome).
Talmacsi 3 – Va bene che è uno che dalla 125 è arrivato alla MotoGP soprattutto grazie agli sponsor, va bene la sindrome da debutto, ma l'ungherese per ora va davvero troppo piano.
Yamaha 10 – Quattro moto nei primi sei. Se non è un trionfo questo! E se non ricordiamo male, nel 2004 la Yamaha era una moto che non valeva nulla e quando Rossi la prese in mano, nessuno scommesse due lire. Guai a chi non ha ancora capito che il pilota è fondamentale anche per l’evoluzione di una azienda/moto.
Honda 4 – Il rovescio della medaglia: l'HRC sembra essere in preda alla più grande ubriacatura da anni, non riescono a mettere a posto nessuna delle due moto, pare che l’evoluzione guidata da Pedrosa non abbia portato da nessuna parte, e se non fosse stato per il fortunoso mondiale del 2006 di Hayden, sarebbero a secco da quando li ha lasciati Valentino: eppure sono la più grande casa del mondo.
Aoyama 10 – Da menzionare in 250 perchè corre con una moto vecchia come me, quasi priva di evoluzione, eppure corre con il cuore e trionfa davanti ad uno stuolo di Aprilia e Gilera ufficiali e super evolute: bravo e leader della classifica.
Bautista 4 – Sbaglia per eccesso di foga e poi pecca di arroganza e di scarsa personalità accusando Aoyama di aver chiuso il gas apposta per farsi tamponare. Non mette in mostra l’intelligenza di un campione e non è cosa professionale ciò che dice.
Piloti (alcuni di loro) 4 – E faccio riferimento a gente proprio come Bautista ma anche Terol, Barbera, Elias (strano, tutti catalani guarda che caso…) tutti impegnati in tagli di pista, in entrate garibaldine o uscite con la stampa da lasciar pensare che non hanno il cervello in funzione. Si devono dare una regolata e non non si devono arrabbiare se la direzione gara li punisce. La sicurezza nasce anche dalla correttezza (ed educazione) di chi corre.

by paskdrom

Valentino Rossi e le magie spagnole...

Era nell'aria... Dopo l'interruzione della supremazia di Rossi al Mugello patita 2 settimane fa per mano di Stoner, si sentiva nel tono della voce di Vale che c'era sete di riaffermazione della propria dote (leggasi talento) per riportarsi in testa (psicologicamente più che in termini di punti) sui diretti assatanati inseguitori: Lorenzo e Stoner. E una vittoria era l'unica cosa che Rossi ha iniziato a cercare dal venerdì delle prove libere a Barcellona. Miglior tempo il venerdì in prove che contano poco, miglior tempo il sabato nelle ultime qualifiche fino a 2 minuti dalla fine, quando un Lorenzo assatanato sulla stessa Yamaha di Vale ha piazzato una Pole a 13 millesimi dal nostro. E l'ironia del destino a fatto sì che l'ultimo giro buono nelle prove tra Lorenzo e Rossi sia terminato con lo stesso esatto identico tempo al millesimo... a 13 millesimi dalla Pole Position appunto del suddetto Lorenzo... E così, quel Rossi avvelenato che cercava vendetta ha dichiarato: va tutto bene, abbiamo 13 millesimi di secondo di ritardo, abbiamo un ritmo di gara splendido, Lorenzo è velocissimo ma io e lui ce la vediamo domani... E quelle parole continuavano a girarmi in testa... Rossi a Lorenzo: <> la domenica della gara... Che arriva con un WarmUp dove Rossi piazza il miglior tempo, Stoner gira a malapena a colpa di coliche e Lorenzo prende due decimi... Ma in un attimo si arriva alla gara e pronti via, Lorenzo e Rossi primo e secondo ad ingarellarsi... E tutti gli altri dietro... Grande spot Yamaha con le due moto di Iwata a lasciare tutti indietro e i due campioni (il giovanissimo Lorenzo e l'esperto Rossi) a girare a ritmi pazzeschi ed indiavolati... Stoner, onore al merito, con coliche e salute precaria, 35 gradi di caldo, asfalto bollente e Ducati da domare si piazza al terzo posto e non molla un crostino... Ma le due Yamaha sono lontane, in testa e Lorenzo pare determinato come non mai, davanti al suo pubblico, vestito da catalano tifoso del Barcellona... Fino a che si arriva con gomme finite e moto che scivolano al penultimo giro... E qui iniziano le vere botte da orbi (a dire il vero in grande correttezza e senza lasciare spazio ad alcuna critica se non sportiva).
Rossi arriva alla fine del rettilineo velocissimo (del traguardo) con Lorenzo che ipotizza di passarlo in staccata, con Lorenzo che LO PASSA all'interno in staccata e il nostro che molla i freni e lo ripassa stando all'esterno e tirando dentro il ginocchio che sennò avrebbe urtato l'avversario. Segno che Rossi era al 100% in testa al penultimo giro. E qui ho temuto che quella mossa avesse scoperto il piano dell'italiano ad un Jorge Lorenzo che, con sorpassi e controsorpassi, si piazzava davanti all'ultimo giro e non permetteva più a Rossi di mettersi in testa tenendo la corda delle curve... Fino a che si giunge all'ultima curva, una curva dove non si passa, dove nessuno passa... Se non Rossi... che, con Lorenzo che vedeva il traguardo ed ipotizza di doversi guardare le spalle dalla scia in dirittura della bandiera a scacchi, ebbene con Lorenzo che inizia ad impostare l'ultima curva, si sente e vede sfilare dall'interno un Rossi avvelenato. Un Rossi che passa dove nessuno lo fa... Un Rossi che dopo, a caldo, avrebbe dichiarato che sognava un sorpasso in quella curva da anni, che lo aveva fatto, un sorpasso in quella curva, ai danni di Stoner, nel 2007, ma non certo all'ultimo giro... Un sorpasso che lo ha gasato talmente da renderlo invincibile spicologicamente. E Rossi dunque passa all'ultima curva, tiene la corda di quella curva (nessuno si spiega come!) spalanca il gas e vince... Da anni non si vedeva in MotoGP un sorpasso all'ultima curva per la vittoria... A 'sto giro s'è visto un grandissimo sorpasso... E Lorenzo, campione vero, ha capito ed ha dichiarato la grandezza di Rossi ed ha mostrato che lui è li, non ha paura di nessuno ed ha 20 anni, la stessa moto del nostro eroe e mille gare ancora per batterlo... Mentre Valentino dichiara estasiato che s'è divertito, che è stata una gara da sogni (per lui che pare uso alle grandi cose) e che ora tutti devono temere quando l'hanno dietro, perchè non potranno mai sapere quando Valentino Rossi passa... Perchè lui passa dove proprio non te lo aspetti... E chiude la linea, tiene la corda e ti lascia incredulo a guardare, chiedendoti come ha fatto a non cadere, a gestire l'adrenalina, a piazzare la zampata vincente, la moto in quel punto... E così il numero 99 sulla moto di Lorenzo diventa il numero delle vittorie (99) di Rossi nel mondiale... Vediamo quando, fatto 99, si farà 100... E ora vi lascio alle pagelle, ciò che credo possano essere i giudizi per i nostri eroi, nello stile a voti:
Rossi: 10 e lode – Come si fa a non premiare con la lode una gara perfetta, senza una sbavatura, concentratissimo sin dalle prove, sempre velocissimo anche quando ha stravolto il setting della moto (e dedicato la gara a Burges suo capo tecnico). Un Rossi sempre determinatissimo, sempre più veloce e sicuro di sè. E poi quel sorpasso all'ultima curva dell'ultimo giro. La leggenda di un gesto perfetto. Grazie di esser il campione che ricorderemo tutti. E s'è dovuto zittire in conferenza stampa il giovedì quando senza accorgersene parlava sopra le dichiarazioni di Lorenzo... Ma nessuno è riuscito a zittirlo la domenica quando aveva promesso a Lorenzo che si sarebbero rivisti in gara... Al traguardo...
Lorenzo: 10 – Un grande, senza la Lode solo perchè è arrivato secondo... Un grande per come affronta la sfida, per come guida e per come parla. Questo è un pilota di 20 anni davvero speciale e non si perde in stupidaggini per inseguire un grande sogno: diventare il numero uno, cosa che richiede testa e talento (e Jorge ha tutto il necessario). Il popolo motociclista ringrazia.
Stoner: 8 – Sta male dalla vigilia, credo di sapere il nome della malattia: colite da nervi & stress a manciate alle prese con una Ducati difficilissima. In gara l'australiano sta peggio (finisce a due dita dal collasso) ma difende podio e classifica come un eroe. Uomo tosto, ma si vede che non ama il clima torrido, non ama quando la moto non è perfettamente a punto... E talvolta bisogna per forza guidare sopra i problemi e con il caldo torrido.
Dovizioso: 6 – È in crescita e si vede dal distacco contenuto, ma doveva attaccare prima e più decisamente il fantasma di Stoner che era alla sua portata. Gli manca ancora il podio.
Capirossi: 8 – La moto è migliorata, lui sfoggia una forma fisica che fa invidia (e dovrebbe far pensare) a parecchi ragazzini. A 36 anni la sua preparazione è vitale, ma anche a 25… Ad Assen correrà per agguantare il podio.
Pedrosa: 7 – È eroico, ma sempre più nell'ombra di un Lorenzo spaventoso. HRC sembra ricevere RedBull come main sponsor e se le bevande arrivano, Repsol va a casa e con Repsol va a casa anche Pedrosa che perderebbe il posto a favore di Lorenzo. Non solo, anche Dovizioso, altro pilota HRC, gli è ora davanti in classifica... E per una legge Honda, il pilota davanti in classifica è quello che riceve gli aggiornamenti e detta legge... Pedrosa, dopo aver passato qualche giorno in clinica penserà di aver bisogno di vacanze. Ma ha bisogno anche di cure: è il pilota più rotto della MotoGP, troppo fragile e troppo giovane per essere nello stato in cui è. Senza menzionare quell'ebete di Puig, suo manager auto-ego-centrista.
De Puniet: 6,5 – Miglior privato Honda, bella manetta, giustamente galvanizzato da una nuova e splendida fidanzata italiana. Con l'arrivo del mais sponsor PLAY BOY è arrivata una ventata di positive novità.
Hayden: 6 – La Ducati è ora più soft per lui, meno cavalli, più trattabilità e Nicky, seppur con calma, rialza la testa da un baratro incredibile per un campione del mondo. Forza Nicky.
De Angelis: 5,5 – Continua a litigare con la moto, ma inizia ad avvicinarsi alla top ten. Speriamo in bene.
Melandri: 5,5 – La Kawasaki ha poco grip e qui sembrava una moto da speedway. Marco gli ultimi giri li percorre sempre di traverso, ma talmente tanto che ad un certo punto arriva a fondo corsa con lo sterzo in controsterzo... Roba da circo, ma così, purtroppo, si fa poca strada.
Talmacsi: 6 – In pochi mesi è passato dalla 125 alla Moto GP, passando per tre gare in 250. Sono i miracoli folli di un mondo delirante (guidato da sponsor potenti) ma anche affascinante (se pensiamo al soprasso di Rossi)... Un mondo al top in tutte le sue manifestazioni, il motomondiale, anche quando prende un pilota come Gabor, spalleggiato da una società petrolifera, e lo porta in MotoGP dove il buon Gabor non se la cava male e alla fine dice: "Sono meno stanco che al termine di molte gare in 125". Da meditare.
Bautista: 9 – Determinatissimo e tirato a lucido. Imbattibile. Amen
Simoncelli: 5 – Non è a posto e lo si è visto fin dalle prove. In gara il patatrac. Adesso il mondiale è in salita. Molto in salita, anzi forse è andato in direzione Spagna.
Pasini: 7 – Bella gara fino a quando la mano lo costringe a rallentare un pò. Alla fine una brutta notizia: l'Aprilia toglie le moto al suo team, il team Toth, a causa di pagamenti non effettuati e per Pasini ricomincia disgraziatamente l'incubo di una stagione a piedi: lui non ha una società petrolifera come sponsor che lo potrebbe portare in MotoGP.
Iannone: 8 – Certo, la vittoria in 125 è frutto di un regalo, ma Andrea ha lavorato molto bene in questo weekend. E poi su quattro arrivi ha fatto tre vittorie.
Simon: 4 – Iannone ringrazia per il regalo, così si perdono gare e mondiali, ma ha un'attenuante: a Barcellona l'indicazione L1 non vuol dire giro finale (purtroppo) per indicare il giro finale si usa L 0: ma lui non lo sapeva… C'è sempre la bandiera a scacchi però... e gioire per una vittoria senza aver visto la bandiera a scacchi è roba che rimane negli annali... dell'ironia!

by paskdrom

Brno e la MotoGP: siamo arrivati al punto di svolta?

Brno = Una gara micidiale, incredibile, da ricordare o da dimenticare, a seconda dei casi. Che dire? Stravince Rossi che allunga nel mondiale (+ 50 su Stoner) mentre Capirossi sul terzo gradino del podio festeggia il suo record di presenza nel mondiale con 276 partenze e 99 podi.
Il buon Nakano entusiasma con una rimonta vecchio stile, e il sempre latitante Anthony West oggi arriva quinto (magari perché molto vicino all'aria di casa?). Dovizioso, rischiando moltissimo chiude in nona piazza come il miglior pilota (nettamente migliore) gommato Michelin. Le Honda HRC ancora una volta non sono esistite...
La gara più pazza dell'anno conferma che la MotoGP sta diventando uno sport strano, soprattutto pensando ai distacchi rifilati da Rossi ed al fatto che il terzo nel mondiale, Pedrosa chiude questa gara con un minuto e 37 secondi dal primo.
Ma partendo dalla cronaca, pronti via e Stoner spinge come un pazzo e se ne va (complice anche John Hopkins che si piazza alla brutta davanti a Valentino). Rossi capisce che non si può perdere un attimo, ma l'indemoniato Hopkins con la Kawasaki gli fa invece perdere un secondo "pesante". E la gara prende una fisionomia che sembra la replica di Laguna Sega, ossia Stoner che dovrebbe andarsene e fare l'andatura, parrebbe imprendibile e Rossi che invece tira a vita persa e potrebbe stagli dietro. Di fatto Rossi come un matto marca Stoner che parrebbe amministrare un minimo vantaggio. O almeno sembrerebbe così: un momento in cui i 2 tirano ma vivono un passaggio interlocutorio dove Rossi rosicchia qualcosina al campione del mondo che non sembra al 100%. E tra la pressione esplosa a Laguna Seca e la pressione che Rossi scarica ancora nell'inseguimento a Stoner, Casey al settimo giro si sdraia e una volta a terra (causa tipica scivolata) ci si accorge che questa caduta è la prima nella sua storia Ducati. In pratica è la prima volta che Stoner chiude con un ritiro per colpa di un suo errore... Il problema è che è la seconda volta che fa un errore grave nelle ultime due gare. E in uno sport in cui vanno forte solo in due (lui ed un certo Valentino Rossi), si spegne la luce e la gara è belle che finita. Ducati di Stoner rotta, Rossi va in solitaria fino al traguardo, attentissimo, senza il minimo errore o sbavatura, con la concentrazione che gli arriva dalla vittoria americana, la vera brutale svolta sia di punteggio che psicologica, della stagione.
Dietro Vale si scatena una guerra tra Vermeulen, Capirossi, Hopkins, Elias, West e Dovizioso, ma i distacchi, a meno di dieci giri dal via, sono già nell'ordine di una dozzina di secondi! Troppi, in tutti i sensi.
E i gommati Michelin? Semplicemente non esistono: al box di Pedrosa pare addirittura si preparino al cambio di gomma anteriore mentre Dovizioso (eroico ancora una volta) si danna l'anima per cercare di tenere botta con la moto gommata francese... ma perde tutti i duelli. Al fondo Hayden, Toseland e Edwards semplicemente arrancano.
Tutti tifano per Elias che viene fuori a mille ed a Capirossi; tutti battono le mani a Nakano che fa il rimontone fino al 4o posto, ma lo spettacolo non esiste più per il primo gradino del podio. Colpisce comunque la tranquillità di Stoner dopo la scivolata, rimontato in moto capisce che il mezzo è rotto e con quieta consapevolezza appoggia la Ducati sfregiata ad un guard-rail... Grande serenità, ma in parecchi (forse compreso lo stesso Casey) hanno intuito che il mondiale potrebbe essere quasi chiuso: 50 punti in sei gare da rimontare su un certo Rossi sono davvero tanti.
Per il resto ci si gode il terzo podio di fila della Suzuki, che diventa Costruttore emergente, la temporanea resurrezione di West e della Kawasaki, la seconda metà di gara di Melandri (settimo e aggressivo finalmente), la Ducati che convince con Elias (per una volta la Ducati è veloce non solo nelle mani di Stoner)…
Ma ho nella testa un pensiero: col senno di poi son tutti bravi a fare i conti ma se Rossi non si fosse impuntato nel pretendere le Bridgestone a fine 2007 ora saremmo a piangere (credo) come Pedrosa... Ed invece il nostro ha il mondiale in tasca e la guerra delle gomme è arrivata al suo epilogo: la Michelin è morta dopo essersi arresa completamente.
Comunque andando ad ascoltare le brevi frasi dei piloti la vittoria di Rossi ha sicuramente radici americane:
"La vittoria di Laguna Seca" dice Valentino "ha fatto molto per il mio morale e quello della squadra che ha lavorato benissimo, soprattutto il vecchio Jeremy (Burgess) che dopo il warm up ha fatto un paio di modifiche che hanno messo a posto perfettamente la moto".
Ricordiamoci poi sempre che Valentino per ogni pista non ha mai i riferimenti Bridgestone e ogni circuito è un nuovo setting da trovare in tempo zero... Stoner invece arriva in pista e gira già come un indemoniato dal venerdì mattina presto... Ma oggi Stoner non era imprendibile? "Credo sinceramente che lo avrei preso" dice Rossi" perché avevo la moto apostissimo e mi sentivo molto bene... L'avrei preso e sarebbe stato un bellissimo duello".
Certo che quando all'inizio Valentino s'e' trovato Hopkins a far da tappo e far perdere tempo, non deve essere stato facile mantenere la calma in quei momenti. "Quando ho visto John davanti e Stoner che allungava dopo la partenza ho capito che dovevo passare la Kawasaki più velocemente possibile, anche se ripeto che non credo che Stoner se ne sarebbe andato".
Mondiale già quasi in tasca, ma non lo dice Rossi che lascia la parola a Capirossi: "Adesso per Vale è dura perderlo questo titolo", Mentre Stoner ammette: "Io non mollo mai... Ma non sarà facile".
Insomma, il titolo non è assegnato, ma una bella fetta del titolo è già nel piatto del nostro numero 46.
In tanti hanno poi (ovviamente) chiesto a Stoner e a Livio Suppo (responsabile progetto MotoGP della Ducati) se per caso Casey abbia sofferto la pressione di Rossi e se questa lo abbia fatto sbagliare. Nessuna risposta affermativa (naturalmente per rifarsi a quell'atteggiamento da regime dove i piloti della Rossa non sono autorizzati a dire nulla "fuori dalle righe". Ma un certo Mick Doohan, uomo dai capelli bianchi ormai e 5 volte campione del mondo (con la squadra capitanata dallo stesso uomo che oggi è con Rossi), ebbene Doohan, australiano a Brno come commentatore della TV australiana ha detto subito ed a caldo: "E' stata di certo la pressione a far sbagliare Stoner". E poi si pensi solo che l'altranno, di avversari veri, capaci di mettere le ruote davanti a Stoner (come ha fatto Rossi a Laguna Seca), non ce ne sono mai stati. L'altranno Stoner partiva tirando e staccava tutti. Pace, fine della gara, grazie e arrivederci... Quest'anno una certa Yamaha, con un certo Signor Rossi alla guida hanno rifatto i conti e rifatto il trucco al mezzo e Stoner non ha fatto bene i conti...
Per accennare alla Waterloo della Michelin, il Miglior pilota Michelin alla fine, è (come si diceva) l'eroico Andrea Dovizioso, autore di una gara coraggiosa (bastava guardare come sbandava la moto), gara finita (tra molti rischi) al nono posto: "Il mio obiettivo per la gara era di essere il primo pilota gommato Michelin, ed è quello che ho raggiunto, ma eravamo troppo in difficoltà per fare meglio. Sono partito carico e motivato per dare il massimo e sfruttare a fondo il materiale a nostra disposizione, ma oggi non posso essere soddisfatto del risultato. Ho avuto difficoltà di appoggio sulla gomma anteriore e sono stato costretto a modificare il mio stile di guida, senza sfruttare la velocità in percorrenza di curva. Dovevo frenare forte, e percorrere una traiettoria spezzata. Su questo circuito che ha lunghe curve, in cui si rimane molto piegati, queste difficoltà mi hanno ulteriormente penalizzato". In ogni caso, detto senza tanti giri di parole, Andrea ha rischiato molto…
Per capire come vanno le Michelin andiamo da Pedrosa sulla Honda ufficiale che è arrivato la bellezza di 15esimo ad una vita di distacco da Rossi: "Questo week end è stato un disastro completo e la gara di oggi è stata forse la peggiore della mia carriera. Non ero in condizioni di controllare la moto… Non posso aggiungere altro!".
S'e' capito chi ha perso oggi, no? Una marca di gomme francese…

Ora per ravvivare un po' il periodo da dialoghi da ombrellone, "radio paddock" ulula agli altoparlanti che Nicky Hayden (attualmente pilota HRC e campione del mondo nel 2006) oramai è in Ducati per il 2009, Melandri torna nel team Gresini (che già una volta lo aveva preso "a pezzi" e riportato a vincere), Capirossi è confermato in casa Suzuki, mentre Vermeulen è sulla rampa di lancio per la Ducati ma in Superbike (ma lui nega). De Angelis interessa a entrambe le parti dell'attuale team JiR (che s'e' spaccato per politiche e beghe interne) per guidare una Honda la prossima stagione. Benn Spies (l'americano spalleggiato da Schwantz che ha corso con la Suzuki un paio di GP) probabilmente resta in America visto che chiede cifre folli (e dimostra di non avere sensibilità sulla realtà del mondiale). Perché sì, in MotoGP c'è molta apparenza, ma i soldi mancano sempre all'appello. E qui ci si può tranquilla mentre collegare ad un meeting che ha destato non poche preoccupazioni, avvenuto tra il "grande organizzatore" (ossia il patron della Dorna, Mr. Carmelo Ezpeleta da Barcellona) leader della MotoGP e tutti i piloti della classe regina. A mio avviso ci si sta accorgendo che la MotoGP formula 800 cc è un aborto di classe, nata male e cresciuta peggio.
E' stata voluta dagli ingegneri (soprattutto quelli della Honda) e (ovviamente) dalla Dorna per limitare le prestazioni della 1000 e si è dimostrata subito un paradosso: la 800 e' velocissima, potenzialmente molto pericolosa (per le velocità in curva), costosissima e capace di creare mostri e affondare certezze. Diciamolo pure: non è piaciuta a nessuno, Ducati a parte, che l'ha interpretata meglio degli altri. E poi le gomme, sempre più padrone assolute del campo. In un colpo solo la Dorna e gli ingegneri hanno ottenuto il contrario di ciò che cercavano... Quindi, ecco che esce una riunione tra Carmelo Espleta e i piloti (tutti insieme!), sabato sera, con un tema molto impegnativo: che fare? E si noti che Ezpeleta pare abbia questa abitudine ad usare i piloti al fine di capire cosa questi vogliono. Non e' una cattiva idea posto che gli ingegneri della moto hanno già partorito aborti. Naturalmente c'e' sempre la sicurezza sullo sfondo, ma ecco venir fuori una proposta per il monogomma, necessario perché non si può vedere un week come questo di Brno (iniziato con i piloti che usano Michelin di colpo diventati impresentabili brocchi che girano ad un secondo e mezzo dai piloti Bridgestone). Si chiede il ritorno alla mille (e sarebbe bello!), l'abolizione dei sensori anti impennata, del ride by wire, addirittura un aumento di peso per ridurre le prestazioni. Per ora se ne parla, e appare ridicolo che (per ora) la federazione internazionale sia un'ombra (quando dovrebbe essere lei a promuovere modifiche), per ora è cosa tra piloti e organizzazione. Va bene che Ezpeleta di rende conto che la MotoGP così com'e' non piace molto neppure alla TV e la parolina magica (audience) smuove le montagne e quindi il buon Carmelo (dall'orecchio sensibile ai soldi che porta la TV) si sta muovendo in cerca di rimedi. Ascoltare i piloti non può essere sbagliato: poi toccherà agli ingegneri (gli stessi citrulli che hanno sbagliato a creare la 800), gli stessi che hanno trasformato le moto in qualcosa di molto diverso da quello che erano poco tempo fa, ebbene poi toccherà agli ingegneri e vedremo se partoriranno ulteriori aborti. Inutile dire che quegli stessi ingeneri sono già stati bocciati dai piloti. E poi si riparla di monogomma, e anche qui si noti che Ezpeleta ha sempre detto che in un mondiale di prototipi ci devono essere più gommisti... peccato che la realtà parla di un Pedrosa (in teoria in lizza per il Mondiale fino a 4 gare fa e pilota HRC sostenutissimo da sponsor e dalla Honda) che sogna già le Bridgestone così come fanno tutti gli altri gommati alla francese che lo seguono a ruota. Flammini e la Superbike avevano visto giusto già da anni, si va verso un monogomma di fatto? Vedremo, di sicuro Ezpeleta e' ad un momento vitale per la sua creatura (la MotoGP) e non si può permettere altri errori, ha già nel mirini di affossare la 125 e la 250 (che dovrebbero sparire nel giro di 2 anni) ha già creato un paddock separato per la MotoGP creando un vuoto mondo artificiale solo per gli sponsor munifici e ora si accorge di aver creato una classe aborto, pericolosissima, velocissima e del tutto legata a quel gommista che performa meglio degli altri... Come dire, caro Ezpeleta, che fino al 2006 e' sempre andato tutto bene e poi ne hai combinata una dietro l'altra... Staremo a vedere... Per ora comunque sorridiamo guardando le classifiche che dicono: (sotto alle quali metto le pagelle)

 

Classifica Piloti

1. ROSSI Valentino ITA 237
2. STONER Casey AUS 187
3. PEDROSA Dani SPA 172
4. LORENZO Jorge SPA 120
5. DOVIZIOSO Andrea ITA 110
6. EDWARDS Colin USA 102
7. VERMEULEN Chris AUS 99
8. HAYDEN Nicky USA 84
9. NAKANO Shinya JPN 83
10. CAPIROSSI Loris ITA 77
11. TOSELAND James GBR 75
12. ELIAS Toni SPA 66
13. DE ANGELIS Alex RSM 49
14. GUINTOLI Sylvain FRA 42
15. MELANDRI Marco ITA 41
16. DE PUNIET Randy FRA 40
17. HOPKINS John USA 37
18. WEST Anthony AUS 33
19. SPIES Ben USA 10
20. HACKING Jamie USA 5
21. OKADA Tadayuki JPN 2

Classifica Costruttori
1 YAMAHA 266
2 DUCATI 212
3 HONDA 210
4 SUZUKI 128
5 KAWASAKI 63


Classifica Team
1 FIAT YAMAHA TEAM 357
2 REPSOL HONDA TEAM 256
3 DUCATI MARLBORO TEAM 228
4 RIZLA SUZUKI MOTOGP 178
5 TECH 3 YAMAHA 177
6 SAN CARLO HONDA GRESI 132
7 JIR TEAM SCOT MOTOGP 110
8 ALICE TEAM 108
9 KAWASAKI RACING TEAM 75
10 LCR HONDA MOTOGP 40



Pagelle

Rossi 9 – Cosa succede? Stoner se ne va al via e Hopkins gli fa perdere tempo? Nessun problema: sangue freddo (freddissimo) testa bassa e via all'inseguimento con la manetta spalancata e la moto al limite (ma non oltre!). A Brno Valentino faceva paura, anche con la sua ombra, troppo determinato e cattivo... Forse e' quella pressione lì che ha sentito Stoner, dal viso inmutabile. Un'immagine su tutte: sulla linea di partenza, Valentino giocava e scherzava con la TV e la ragazza ombrello, Stoner non sorrideva, casco e visiera calata se ne stava lontano da tutto e tutti... Mondiale quasi in tasca per il nostro numero 46 ed un'altra sfida vinta (contro chi? Ducati, Michelin, i suoi detrattori che lo davano già per finito?).

Stoner 5 – Un errore lo fan tutti, sbaglia anche il prete sull'altare, ma questo sbaglio pesa come un macigno e arriva sull'onda dello sbaglio di Laguna Seca quando la situazione e' stata salvata per il rotto della cuffia. L'onda lunga di Laguna Seca si è fatta sentire e qui Stoner non e' riuscito a far ri-correre la moto e dunque s'e' dovuto fermare per la prima volta da quando corre in Ducati a causa di un suo errore (se il campione viene fuori nel match point...?!)...  

Capirossi 8,5 – Sta meglio e si vede, adesso oltre al cuore c'è anche il braccio e un podio che fa capire a tutti che dopo 276 partenze e 99 podi, il vecchio Capirex è ancora tostissimo. Speriamo di vederlo a Misano fra 2 settimane di nuovo sul podio.

Elias 9 – Brutta bestia Elisa, quando e' in palla. Si accende la lampadina e il piccolo Toni torna gigante. Guida meravigliosamente e non sbaglia nulla. Merita di restare in questa Moto GP.

Nakano 7 – Date una Honda ufficiale e un paio di Bridgestone a Shynia e scoprirete che andar forte non è difficile. E magari non solo per lui.

West 8,5 – Non si sa cosa abbia mangiato prima della gara, ma il disastro targato Kawasaki diventa un signor pilota. Misteri della pista (e l'aria di casa dietro l'angolo probabilmente ha fatto da condimento)…

Vermeulen 7 – Grintoso e determinato, fa una gara di buon livello a sportellate con la sua Suzuki, senza problemi e senza perder troppo tempo.

Melandri 6 – Finalmente a fine gara andava fortissimo, ma all'inizio remava di brutto e in classifica finale lo paga. Caso stranissimo di pilota che va a corrente alternata, su una moto "strana" e che non trova il bandolo della matassa.

De Angelis 6 – Moto lentissima, avvio disastroso ma anche giri fatti a buon passo. E poi arriva al traguardo, senza cadute. Per i tempi che corrono e' buon segno.

Dovizioso 7 – Unico pilota Michelin (e sottolineo UNICO) a fare una gara dignitosa e non certo per merito delle gomme: i suoi ultimi giri sono un miracolo di equilibrio.

I PILOTI MICHELIN non pervenuti – Secondo me Pedrosa, con una Honda 250, non sarebbe andato così piano? E Edwards può beccare un minuto e 22 secondi? Lasciamoli stare, per loro è stata durissima.

Bridgestone 10 – Il vero monogomma c'è già ed è made in Japan.

Michelin 2 – Sembrano una vecchia potenza coloniale che crede ancora di essere padrona del mondo e che invece raccoglie briciole di risultato e malumore a raffica. Il dramma è che non si vede la reazione e la Honda (tra HRC E privati) inizia a chiedere spiegazioni a gran voce perché in teoria non e' (la Honda) una aziendina timida e magari cercherebbe di vincere il mondiale.

Ducati 6 – Sul podio con Elias, ma non con gli ufficiali. Giornata storta dei piloti e del team Marlboro.
Yamaha 8 – Una moto sola in alta classifica, ma quella giusta. Titolo abbastanza vicino? E soprattutto prima nella classifica costruttori e per team.
Suzuki 7 – In crescita e da oggi si provano novità. Da tenere d'occhio.
Kawasaki 6 – Idem come per i cugini, non male e nei test vedremo novità ma ha da scontare un periodo di maggiore inefficienza.
Honda 4 – Hayden si fa male e non viene sostituito per una serie di comici disguidi che sono degli di un film di Toto'. La moto ufficiale a valvole meccaniche vola con Nakano mentre Pedrosa rischia di cadere a ogni curva. Insomma, molta confusione e Dovizioso che pensa alla Suzuki.

Simoncelli 6 – Tutto bene fino a due curve dalla fine. Ci sta, almeno riesce a prenderla con un sorriso dicendo che lo hanno impallinato come un Tordo (ma nella classifica mondiale guadagna 5 punti sul secondo inseguitore e quindi il bicchiere può esser mezzo pieno).

Le pagelle della Laguan

Rossi 10 e lode – Cosa dobbiamo ancora dire? Ricordava la cattiveria dei duelli con Biaggi (e sappiamo tutti come e' finita)... Poche storie, questa gara l'ha vinta il pilota numero uno, che ha messo in mostra un repertorio mostruoso. Guida benissimo, stacca fortissimo, ci da' dentro in mischia non ha paura di nulla e di nessuno. Insomma, il classico osso durissimo per un lungo mondiale (e forse e' Stoner ad aver sottovalutato l'avversario).

Stoner 8 – In prova semplicemente mostruoso, in gara e' un gran pilota, un marziano che pero' si trova davanti un altro marziano, quel Rossi immenso che non sta dietro mai... Ed e' Stoner a sbagliare. Si lamenta un po' troppo alla fine, cosa strana per un australiano… Si sta latinizzando? O forse e' la mazzata psicologica mentre in Ducati tutti pensavano di avere gia' la vittoria in tasca?

Vermeulen 7 – Primo nella categoria "esseri umani" e quindi bravo (e non e' la prima gara che va bene). Il distacco è pesante, ma ci sta, visti i valori in campo. Guida bene e regola bene la sfida per il podio. In grande progresso, ma Laguna è una delle sue piste favorite.

Dovizioso 8 – Primo pilota Honda, primo pilota Michelin, insomma, un debuttante alla grandissima che merita un trattamento di lusso, Andrea è un talento e i risultati sono li' da vedere.

Hayden 5 – Ma non era lui il mostro della Laguna, quello che andava come un treno? Adesso invece non incide e arriva dietro a Dovizioso (che e' un privato). Brutta giornata sua, delle gomme, e della Michelin. Concorso di colpa che ci sta. La HRC e' in mutande... 

De Puniet 6,5 – Buona gara per il francese che ritrova lucidità e prestazioni, altro privato che va benone.

Spies & Hacking 6,5 – Ben non sembra un fenomeno, ma come Hacking fa vedere di essere preparatissimo: dopo la gara della Moto GP, ha giusto il tempo di tirare il fiato e via che riparte per la sfida con le AMA SBK. Tosti gli americani, lavoratori del manubrio.

De Angelis 6,5 – In prova si rompe due dita e ci prova lo stesso. Alla fine va anche forte. Sfortunato ma coraggioso e combattivo.

Capirossi 6,5 – Sarebbe da 10 per l'abnegazione con la quale stringe i denti e arriva in fondo. Il braccio fa paura, la mano fa male. Ha corso ma poteva stare a riposo, non aveva bisogno di scuse!
Lorenzo ng – Purtroppo il pover Jorge ha fatto un volo da paura. Una caduta a inizio gara che proprio non ci voleva, due fratture in un piede, una distorsione nell'altro. Cifre da paura, gia'... la paura... e' lei purtroppo adesso la grande nemica di Jorge…
Melandri 5 – Non ci siamo: qualche sprazzo in prova, poi il buio in gara. Colpa di un paletto preso con la mano che lo ha frenato. Insomma, ci si mette anche la sfortuna. Alla Kawasaki non va e si teme che debba rimanere in Ducati fino a fine stagione... Situazione tragica

Bridgestone 10 – Tre sul podio, basta? E cosa sarebbe successo se Rossi non avesse scelto per la Bridgestone?

Michelin 4 – E' Dovizioso a salvare l'onore (ossia un privato) in un GP senza speranza per i francesi, qualifiche a parte. Stanno messi male!

Polemiche di Stoner e della Ducati 4 – Stoner sembra incapace di digerire una sconfitta che non aveva affatto calcolato e non la prende bene, ne' lui ne' il suo "muretto". In Ducati parlano di manovre poco pulite e oltre il limite. Grande caduta di stile, in una giornata in cui i piloti hanno esaltato davvero. Sportivita' non fa rima con Ducati e forse era meglio lasciar parlare solo i fatti e lo sport oltre che i piloti, che sono poi quelli che guidano e che creano questo sport.